Pronuncia della z aspra o sorda

Pronuncia della zeta aspra
La zeta aspra è quella usata per pronunciare la parola “zucchero”. Siccome non facciamo vibrare le corde vocali, viene chiamata “sorda”. Nell’alfabeto fonetico internazionale viene rappresentata col simbolo [ʦ].

La zeta ha il suono aspro:

1. Dopo la consonante L
Esempi: alzare, sfilza, calza, milza, innalzare, scalzare, colza, balzano.
Sono eccezioni, pronunciate con la z dolce o sonora, le parole elzeviro e belzebù.

2. Quando si trova all’inizio di una parola e la seconda sillaba inizia con una consonante sorda
Esempi: zampa, zoccolo, zoppo, zappa, zattera, zufolo, zinco, zucchero, zitto, zolfo, zecca.
Sono eccezioni, pronunciate con la z dolce o sonora, le parole zaffiro, zefiro, zotico, zeta e zafferano.


Ci sono parole come zinco, zingaro, zoppo, zolfo e zufolo, che si possono pronunciare sia con z dolce che con z aspra:

/ˈtsinko/, /ˈdzinko/
/ˈtsingaro/, /ˈdzingaro/
/ˈtsɔppo/, /ˈdzɔppo/

/ˈdzolfo, ˈtsolfo/
/ˈtsufolo/, /ˈdzufolo/


3. Davanti ai gruppi vocalici “ia”, “ie”, “io”
Esempi: zio, agenzia, polizia, grazia, milizia, primizia, grazie, minuzie, ospizio, silenzio, vizio, spazio, supplizio.
Sono eccezioni, pronunciate con la z dolce o sonora, la parola azienda e tutte le parole derivate da altre parole che seguono la regola della zeta dolce o sonora (es.: romanziere che deriva da romanzo, ecc.).

4. Nelle parole terminate in “-ezza”, “-ozza”, “-ozzo”, “-uzzo”, “-ione”
Esempi: grandezza, tinozza, spruzzo, struzzo, carrozza, puzzo, pozzo, olezzo, piccozza, piccolezza, carrozza, tavolozza, piccozza, maritozzo, bozzo, recinzione, nazione, stazione.
La parola brezza si può pronunciare sia con z aspra che con z dolce: /ˈbreddza/, /ˈbrettsa/.

5. Negli infiniti terminati in “-azzare”, “-izzare” e “-ziare”.
Esempi: ammazzare, strapazzare, sghignazzare, cozzare, insozzare, sminuzzare, sintetizzare, organizzare, penalizzare, iniziare, straziare, negoziare.

6. Nei suffissi in “-anza”, “-enza” e “-onzolo”
Esempi: abbastanza, baldanza, speranza, usanza, credenza, assenza, prudenza, portanza, vicinanza, incompetenza, impazienza, tolleranza, tracotanza, presenza, sufficienza, ballonzolo, pretonzolo, mediconzolo.

 

Infine, ascoltiamo degli esempi d’uso della z aspra, pronunciati da Michele, autore del podcast per l’apprendimento della lingua italiana Just Italian.

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Pronuncia della zeta dolce o sonora

Pronuncia della zeta dolce

 

La “z” dolce italiana è quella usata per pronunciare la parola “zona”.
Siccome facciamo vibrare le corde vocali per pronunciarla, viene chiamata “sonora”. Nell’alfabeto fonetico internazionale viene rappresentata col simbolo [ʣ]

Si trova nei seguenti casi:

1. Nelle desinenze dell’infinito in “-izzare”.
Esempi: coalizzare, carbonizzare, organizzare, penalizzare.

2. Quando è all’inizio di parola ed è seguita da due vocali.
Esempi: zaino, zoo, zuavo.
Sono eccezioni il vocabolo zio e i suoi derivati, che vengono pronunciati con “z” aspra o sorda.


3. Quando si trova all’inizio di parola e la seconda sillaba inizia con una consonante sonora.
Esempi: zebra, zelo, zavorra, zenzero, zumare.
Sono eccezioni le parole zanna e zazzera, che vengono pronunciate con “z” aspra o sorda.
La parole zingaro o brezza si possono pronunciare sia con suono dolce, /ˈdzingaro/, /ˈbreddza/,  sia con suono aspro, /ˈtsingaro/, /ˈbrettsa/.

4. Quando si trova in mezzo a due vocali.
Esempi: azalea, ozono, Ezio, nazareno.
Sono eccezioni il vocabolo nazismo e i suoi derivati, che vengono pronunciati con “z” aspra o sorda.

Infine, ascoltiamo degli esempi d’uso della z dolce, pronunciati da Michele, autore del podcast per l’apprendimento della lingua italiana Just Italian.

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