Gli gnomi

(Lettura ad alta voce di Valentina Volpato)

 

Gli gnomi

Di Jacob e Wilhelm Grim

C’era una volta un calzolaio che, senza averne colpa, era diventato cosi povero che non gli rimaneva altro che un pezzo di cuoio per fabbricare un solo paio di scarpe. Cosi alla sera le preparò tagliate per poi iniziare il lavoro di cucitura il mattino successivo. E poiché aveva la coscienza a posto si mise tranquillamente a letto, si raccomandò al buon Dio e si addormentò.

Il giorno seguente, dopo che si fu alzato ed ebbe detto le sue preghiere, si accinse al lavoro ma trovò entrambe le scarpe già pronte sul tavolo. Rimase così meravigliato da non sapere cosa dire. Prese in mano le scarpe per esaminarle meglio: erano fatte così bene da non avere neppure una cucitura fuori posto. Un autentico capolavoro.

Poco dopo entrò nel negozio un cliente e le scarpe gli piacquero talmente tanto que le pagò più del loro prezzo. Il calzolaio poté così comprarsi il cuoio per fabbricare due paia di scarpe.

Le preparò tagliate alla sera e il mattino seguente voleva mettersi al lavoro di buona lena ma non ce ne fu bisogno, poiché al suo risveglio le trovò già pronte. I compratori non mancarono e gli pagarono così tanti soldi che poté acquistare il cuoio per quattro paia. Il mattino seguente trovò anche queste scarpe pronte e le cose continuarono ad andare avanti così; ciò che lui alla sera tagliava al mattino era pronto, di modo che ebbe di nuovo delle buone entrate e presto fu un uomo benestante.

Ora accade una sera, poco prima di Natale, che l’uomo, dopo aver tagliato il cuoio e prima di andare a letto dicesse a sua moglie: – Cosa ne diresti se stanotte rimanessimo alzati, per scoprire chi ci fornisce questo aiuto prezioso?

La donna fu d’accordo e così accesero un lume e poi andarono a nascondersi in un angolo della stanza, dietro gli abiti appesi. Da lì si misero a spiare.

Quando fu mezzanotte arrivarono due graziosi omini nudi i quali si posero davanti al tavolo di lavoro del calzolaio, presero il cuoio tagliato e, con le loro minuscole dita, iniziarono a infilzare aghi, cucire e ribattere con tale velocità e precisione che l’uomo non riusciva a distogliere gli occhi per la gran meraviglia. Non si arrestarono un attimo finché tutto fu portato a termine e il lavoro fu in bella mostra sul tavolo. Subito dopo schizzarono via.

Il mattino seguente la moglie parlò così: – Quegli omini ci hanno resi ricchi. Dovremmo mostrarci rinoscenti nei loro confronti. Vanno in giro senza uno straccio addosso e rischiano di gelare. Sai una cosa? Voglio cucire per loro camicia, giacca, corsetto e pantaloni e lavorare a maglia un paio di calze per ciascuno; tu invece farai un paio di scarpe a entrambi.

L’uomo disse: – Ne sarò ben felice.

Alla sera, quando tutto fu pronto, posero sul tavolo da lavoro i regali invece del cuoio tagliato, e poi si nascosero per vedere l’effetto che avrebbero avuto.

A mezzanotte giunsero gli gnomi a  balzelli e volevano mettersi al lavoro, ma quando al posto del cuoio trovarono quei graziosi abitini confezionati, prima si meravigliarono, poi furono travolti dalla gioia.

Rapidamente si vestirono, passarono le mani su quegli abiti, ancora increduli, quindi intonarono una canzoncina:

Or che abbigliati di tutto punto siamo
di fare i calzolai noi smettiamo.

Ballarono, saltarono, schizzarono su sedie e banchi e alla fine, sempre danzando, si diressero alla porta. Da allora in poi non tornarono più, ma al calzolaio de le cose andarono bene finché visse ed ebbe fortuna in tutto ciò che intraprese.

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